Quale contratto collettivo applicare ad un rapporto di lavoro?

Quale contratto collettivo si applica ad un rapporto di lavoro?

Nelle fasi di costituzione di una società, è una domanda che tende ad assillare imprenditori e membri del board direzionale. Se altre questioni sono semplici da sciogliere, la decisione sul CCNL presenta spesso moltissimi pro e contro e richiede un’analisi approfondita.

CCNL applicato, cos’è? Quale contratto collettivo di applica all’azienda che si intende costituire? Quali sono le regole e cosa sancisce la disciplina? Vige davvero la piena libertà riguardo al CCNL da applicare? Queste sono alcune delle domande che hanno ispirato la scrittura di questo articolo e su cui vogliamo proporre una riflessione più ampia e in grado di indirizzare la scelta di chi ci legge.

 Scegliere il CCNL per la propria azienda

Partiamo dalle basi: il CCNL si stabilisce in base alla categoria professionale dell’azienda. A questo si aggiunge la necessaria corrispondenza con l’attività in cui l’imprenditore è coinvolto e con l’identificazione con il codice ATECO di pertinenza.

Ci sono delle associazioni di datori di lavoro, cui i datori di lavoro possono aderire. Ma cosa sono queste associazioni? Si tratta di “sindacati dei datori di lavoro”, che si articolano in divisioni o presidi territoriali; l’obiettivo è la rappresentanza e la tutela degli interessi di questa categoria. Alcuni esempi sono Confindustria, Confcommercio, CNA, Confagricoltura, Confartigianato e moltissime altre!

Due parole anche sul codice ATECO: è un codice funzionale a identificare l’attività economica d’impresa, attribuito dall’Agenzia delle entrare al momento della registrazione della partita IVA. Le cifre identificano in modo specifico il settore e la categoria specifica in cui l’impresa opera.

Non è raro che un’azienda fornisca servizi oppure produca beni inerenti a più di una attività: in quel caso la scelta del CCNL da applicare dovrà fare riferimento all’attività prevalente. Se invece le attività di pertinenza dell’azienda sono diverse, dovrà scegliere per ognuna di esse una diverso CCNL. Lapplicazione di due CCNL nella stessa azienda ha una propria disciplina, ma resta fermo il criterio della differenza dei settori merceologici.

L’applicazione del CCNL relativo all’attività prevalente

Ecco alcune domande da porsi in fase di decisione del CCNL, che possono fornire un supporto a chi si trova a stabilire come muoversi. 

  • Sono iscritto a un’associazione di datori di lavoro o intendo farlo nel prossimo futuro? 
  • Qual è realmente l’attività prevalente dell’azienda e per quanto tempo rimarrà tale?
  • Ho letto la disciplina del CCNL che potrebbe maggiormente adattarsi all’attività della mia impresa e concordo con quanto esplicita?

L’ultimo punto non è una domanda banale, perché – come anche sancito recentemente dalla Corte di Cassazione – le aziende sono libere di scegliere di applicare il CCNL che preferiscono. Possono anche scegliere di non applicare alcun contratto collettivo ai propri dipendenti: da tenere a mente che – nel caso in cui si scegliesse di non applicare alcun contratto dei lavoratori – le retribuzioni non possono comunque essere inferiori a quelle minime sancite dai vari CCNL. Non applicare un contratto collettivo è dunque possibile, ma rischioso: soprattutto nei confronti dell’INPS; allo stesso modo si rischia di non beneficiare di alcuni incentivi previsti per le aziende che assumono nuovo personale!

Nei paragrafi successivi intendiamo presentare – a titolo di esempio – due dei più conosciuti contratti collettivi del lavoro: quello del commercio e quello della ristorazione.

CCNL per i Dipendenti da Aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi

Noto ai più come CCNL Commercio, attualmente è applicato ad oltre 2 milioni ed 800 mila lavoratori. Prevede un orario settimanale di 40 ore (per il full-rime, mentre un minimo di 16 per il part-time settimanale) 26 giorni lavorativi annui di permesso e due retribuzioni aggiuntive, ovvero tredicesima e quattordicesima.

I livelli di retribuzione vedono al primo posto Q. Dopo il livello riservato a quadri e dirigenti, ne troviamo sette. I limiti numerici riservati al contratto di somministrazione sono del 15% per i lavoratori a tempo indeterminato in ogni unità produttiva e del 28% annuo dei lavoratori in forza nell’unità per assunzioni con contratto di somministrazione ed a termine.

CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale, Turismo

Il CCNL relativo al settore dell’accoglienza e del turismo vede una classificazione retributiva basata su dieci livelli, di cui due relativi a quadri e infine dal primo al settimo, incluso il 6S (ecco spiegate le differenze tra lavoratori dello stesso CCNL, che possono riguardare anche lo stello livello!). Le ore settimanali sono 40 per il tempo pieno, con sensibili differenze per i settori a prevalenza stagionale. I permessi retribuiti ammontano a 32 ore, con 4 settimane di ferie. Previste sia tredicesima che quattordicesima.

Scegliere il CCNL di pertinenza può essere complesso, così come orientarsi nelle maglie delle retribuzioni, dei diritti dei lavoratori e della contrattualistica. Ecco perché offriamo il nostro supporto alle aziende che vogliono offrire il miglior trattamento retributivo possibile ai propri dipendenti.

Se vuoi ricevere una consulenza su come gestire al meglio i contratti collettivi, fatti sentire. Contattaci e organizzeremo un meeting conoscitivo dove avrai l’occasione di raccontarci tutto.

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