Riduzione orario di lavoro per crisi aziendale

Riduzione orario di lavoro per crisi aziendale

Se sei sul nostro blog alla ricerca di suggerimenti su come gestire al meglio la riduzione dell’orario di lavoro per crisi aziendale, probabilmente il tuo business non sta attraversando il suo momento migliore. Ci auguriamo che tu possa presto giungere a una soluzione positiva riuscendo ad uscire dalla crisi aziendale in cui ti trovi! 

Si tratta di un argomento dibattuto e molto contemporaneo, soprattutto dopo il periodo di crisi causato dalla pandemia. Portato alla ribalta dai media, divide le opinioni e causa sconforto in chi teme di trovarsi in una situazione analoga. 

Proprio la pandemia ha contributo a creare nuovi scenari e porre l’accento su questa tipologia di situazione, ecco perché vogliamo affrontare l’argomento in modo chiaro e comprensibile; purtroppo si tende a fare confusione, noi vogliamo evitarlo!

La gestione della riduzione

Premettiamo sono due le metodologie più frequenti per gestire la riduzione dell’orario di lavoro: la prima vede l’instaurarsi di un dialogo con i singoli lavoratori, la seconda coinvolge le organizzazioni sindacali.

Oltre alla causa conclamata della riduzione dell’orario per una crisi aziendale, ci sono altre motivazioni che portano a questa scelta. Tra di esse, individuiamo anche le varie riorganizzazioni e uno stato di non floridità del business, che non consente di mantenere inalterata l’attività dei dipendenti.

Se vogliamo segnalare una data importante in merito a questa situazione, è certamente quella del 22 Gennaio 1993 con il cd. Protocollo Scotti: un accordo firmato dal Governo e da Confindustria, che prese il nome del Ministro del lavoro e della previdenza Vincenzo Scotti. Pone fine allo scontro sociale tra sindacati e industria, impegnandosi a  sospendere la contrattazione integrativa, combattendo l’inflazione, riconoscendo alla contrattazione  collettiva la possibilità di disciplinarne una riduzione dell’orario di lavoro su base annua.

Il passaggio da full-time a part-time

Il passaggio dal lavoro a tempo pieno a quello part time è regolato da una serie di norme che vanno a tutela del lavoratore: si tratta di una scelta condivisa fra le parti e non deve essere imposto da parte del datore di lavoro.L’accordo deve essere messo per iscritto, e il dipendente ha precedenza rispetto alle  altre richieste di assunzione qualora il datore di lavoro necessiti nuovamente di un dipendente a tempo  pieno.

Il dipendente si domanderà, quasi sicuramente, “Può il datore di lavoro ridurre le ore?”: in questo caso è opportuno spiegare lui che se decide di rifiutare la riduzione, non verrà considerato motivo di licenziamento.

Sarà tua cura stabilire se la riduzione dell’orario ha una durata precisa (in questo caso alla scadenza del periodo indicato il dipendente tornerà al suo vecchio orario), oppure se sei in grado di decidere che sarà a tempo indeterminato.

E nel caso di una riduzione di un part-time?

Puoi modificare il regime orario anche nel caso del part-time, ma non senza un accordo scritto firmato da ambo le parti. Se vuoi intraprendere questa strada per ridurre il part-time di uno o più dipendenti, puoi anche introdurre delle clausole flessibili (riferite al part time verticale, permettono una diversa distribuzione delle giornate di lavoro previste) ed elastiche (prolungamento della prestazione nel caso di part time orizzontale o misto).

La comunicazione della riduzione dell’orario lavorativo

La comunicazione della riduzione dell’orario lavorativo deve essere empatica, onesta e sincera. Chi si trova in questa spiacevole situazione deve accertarsi di essere trasparente con il dipendente, illustrandogli lo scenario in modo accurato.

Ma oltre alla questione umana, devi sapere che la modifica dell’orario di lavoro può avvenire solo con un accordo o atto scritto tra le parti, dove il lavoratore deve mostrare il proprio consenso alla diminuzione del monte ora lavorativo.

Se vuoi produrre un facsimile di lettera di riduzione dell’orario lavorativo per crisi aziendale, sappi che l’atto scritto dovrà obbligatoriamente contenere questi elementi: 

  1. I dati del lavoratore;
  2. I dati dell’azienda;
  3. I dati della sede di lavoro;
  4. La tipologia contrattuale;
  5. La data di partenza del nuovo orario;
  6. Se la modifica ha una scadenza, occorre indicare la data finale;
  7. I nuovi orari di lavoro precisamente (indicando quindi l’ora, se si tratta di part time verticale o orizzontale) ed eventuali e ulteriori clausole inerenti;
  8. La firma delle parti.

Noi sappiamo che non c’è bisogno di dirlo, ma se il lavoratore non accetta e non firma la lettera, non puoi avvalerti del giustificato motivo legittimo per licenziarlo: avrebbe diritto ad essere reintegrato al suo posto.

L’argomento è estremamente ostico, ma noi siamo qui per sostenerti anche in questo momento. Puoi contattarci per fare una chiacchierata sulle reali e contemporanee esigenze della tua azienda: sapremo aiutarti a trovare la soluzione più giusta per il tuo business!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

    Seleziona se sei un’azienda o un lavoratore, ti invieremo solo le notifiche che ti interessano.

    aziendalavoratore

    Success! Thanks for Your Request.
    Error! Please Try Again.
    Success! Thanks for Your Request.
    Error! Please Try Again.