TFR per i dipendenti privati: a chi spetta e come calcolarlo

Trattamento di fine rapporto per dipendenti privati

Il TFR, sigla della formula estesa “trattamento di fine lavoro”, è quella retribuzione corrisposta al dipendente, da parte del datore di lavoro, al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La liquidazione per i dipendenti matura infatti mese per mese, viene accantonata ogni anno dall’azienda e rappresenta un obbligo di erogazione verso il dipendente alla cessazione del rapporto, salvo alcune eccezioni in cui il lavoratore può chiedere l’anticipazione del Tfr.

Indipendentemente dal tuo ruolo in azienda, indubbiamente ne avrai già sentito parlare, ma è un argomento sul quale spesso si nutrono ancora forti dubbi. Forniamo, perciò, argomentazioni chiare sul tema del TFR. 

La prospettiva dell’articolo è improntata sul TFR per i dipendenti privati, così da poter spiegare in maniera semplice e diretta come calcolarlo e a chi spetta. 

Quali sono le controparti coinvolte nel TFR?

La risposta è semplice: il datore di lavoro e il dipendente. Il TFR per i dipendenti privati spetta al lavoratore, indipendentemente dai motivi di cessazione del rapporto lavorativo, principio base del contratto di lavoro, ed è a carico dell’azienda stessa. Varie sono le norme che regolamentano l’intervento del TFR: ciò appare fondamentale è che il datore di lavoro sia soggetto o meno alle procedure concorsuali.

Una questione che sembra non essere chiara: il TFR è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, che abbiano dunque un rapporto di subordinazione lavorativa da un datore di lavoro; possono altresì beneficiarne i soci di cooperative del lavoro, gli eredi di beneficiari e i cessionari a titolo oneroso del TFR.

Il calcolo del TFR per i dipendenti privati

Il calcolo del TFR per i dipendenti privati prevede una serie di indicatori e variabili da considerare che esporremo in maniera immediata e pratica. 

Nella versione più basilare, quale il TFR annuale, il calcolo è piuttosto elementare:

TFR = Retribuzione annua / 13,5 (coefficiente fisso) – 0,5%Retribuzione annua

La formula è fissa per ciascun anno e prevede il recupero, per il datore di lavoro, della quota previdenziale di 0,5% calcolata sulla retribuzione annua. 

Dovendo però definire l’ammontare del TFR complessivo, non è corretto ritenere la somma dei singoli TFR come soluzione finale. Il risultato, infatti, non sarebbe corretto. 

Ogni anno il TFR viene rivalutato, in positivo, della somma dell’1,5% (quota fissa) + il 75% dell’Indice dell’inflazione rilevato dall’ISTAT al netto dell’imposta sulla rivalutazione del 17%. Convertendo ciò in formula:

TFR 2019 (nel 2020) = TFR2019 + [TFR2019 x (1,5% + 0,75% x Indice Inflazione ISTAT)] – Imposta sulla Rivalutazione

Tale imposta sulla rivalutazione si calcola sull’importo rivalutato; per intenderci, quello risultante dalla risoluzione della parentesi quadra. 

Sommando di anno in anno i TFR rivalutati, potrai così stabilire la quota TFR totale spettante a ciascuno dei tuoi dipendenti. 

Dopo quanto spetta il TFR al lavoratore?

Dunque, il versamento del TFR si configura come obbligo del datore di lavoro e diritto del lavoratore, ma la legge non fissa alcun termine di giorni entro cui effettuarlo (30-45 giorni sono prassi, ma non disposizione giuridica). Dunque, le domanda a “Dopo quanto spetta il TFR?” e “Quali i tempi di pagamento?” rimangono parzialmente prive di risposta.

Il lavoratore, inoltre, dispone della facoltà di richiedere la liquidazione del TFR, quale anticipo di non oltre il 70% dell’ammontare complessivo, qualora abbia maturato almeno 8 anni di servizio in azienda. Contestualmente, il lavoratore può usufruire della scelta di destinazione. 

Una dinamica positiva che riguarda il TFR è la possibilità di chiedere l’anticipo del TFR in busta paga, per i lavoratori con almeno otto anni di anzianità aziendale, in caso di esigenze particolari e regolarmente documentate, come terapie sanitarie e mutui sulla prima casa

Si tratta della possibilità di richiedere che il TFR sia accantonato presso fondi previdenziali complementari o, come più frequentemente accade, trattenuto dall’azienda. 

Qualora dovessi, però, nutrire ulteriori dubbi, contattaci e saremo felici di rispondere alle tue esigenze! 

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

    Seleziona se sei un’azienda o un lavoratore, ti invieremo solo le notifiche che ti interessano.

    aziendalavoratore

    Success! Thanks for Your Request.
    Error! Please Try Again.
    Success! Thanks for Your Request.
    Error! Please Try Again.