5 consigli per promuovere la cultura del feedback nella tua azienda.

Sul posto di lavoro siamo immersi in un costante flusso di stimoli, un contesto in cui le dinamiche interpersonali, le sfide professionali e le opportunità di crescita si intrecciano costantemente. Ci confrontiamo con tante persone per le più svariate ragioni e ogni reazione, pensiero, persino il non detto ci spingono a riflettere su come i feedback che riceviamo, siano essi formali o informali, contribuiscono a plasmare la nostra quotidianità lavorativa. Per questo vogliamo affrontare un argomento in cui crediamo moltissimo, provando a sensibilizzare i nostri lettori e le nostre lettrici sull’importanza della cultura del feedback.

Iniziamo dalle basi: cos’è la cultura del feedback?

La cultura del feedback è un approccio organizzativo che pone una forte enfasi sulla comunicazione aperta e continua tra i membri di un team

In un contesto in cui la cultura del feedback viene spesso trascurata, la condivisione di opinioni, riflessioni e suggerimenti è non solo incoraggiata, ma considerata una pratica essenziale per il miglioramento individuale e collettivo.

Il feedback diventa quindi un veicolo per stimolare la crescita personale e professionale, contribuendo a costruire un ambiente di lavoro in cui il rispetto reciproco e l’ascolto attivo sono fondamentali. Un approccio che incoraggia i dipendenti a esprimere liberamente le proprie idee, preoccupazioni e consigli su questioni relative al lavoro. 

È importante specificare che la cultura del feedback non si limita a un singolo momento, come le tradizionali valutazioni delle prestazioni, ma si sviluppa in un flusso continuo di comunicazione che abbraccia il quotidiano svolgersi delle attività lavorative.

Il feedback è un processo che non può mancare in azienda.

In un’azienda in cui il feedback non è accolto o riconosciuto nella sua importanza, si possono verificare diversi impatti negativi che influiscono sulle dinamiche organizzative e gestionali. 

Innanzitutto, l’assenza di un sistema strutturato per fornire e ricevere feedback può portare a un’incertezza diffusa tra i dipendenti, che potrebbero non avere una chiara comprensione delle proprie prestazioni, degli obiettivi aziendali o delle aree in cui possono migliorare. Questa mancanza di chiarezza può generare frustrazione, demotivazione e senso di smarrimento, portando le persone del team a sentirsi trascurate o non valorizzate.

La mancanza di feedback strutturato può anche ostacolare lo sviluppo professionale, poiché lavoratori e lavoratrici potrebbero non ricevere indicazioni chiare su come avanzare nella propria carriera o migliorare le proprie competenze. Inoltre, l’assenza di feedback può alimentare il rischio di conflitti non risolti o tensioni nel team, poiché le preoccupazioni e le divergenze possono accumularsi senza un canale per affrontarle.

A livello organizzativo, invece, la mancanza di feedback può ostacolare l’innovazione e l’adattamento, poiché le informazioni fondamentali per l’analisi e il miglioramento continuo potrebbero mancare. In pratica, senza una cultura del feedback l’azienda rischia di rimanere stagnante, incapace di riconoscere le opportunità di crescita o di affrontare efficacemente le sfide in evoluzione.

Feedback negativo vs feedback costruttivo.

Il feedback può essere diviso in diverse categorie, ma quelle di cui si sente parlare più spesso sono il feedback negativo e il feedback costruttivo. Nonostante entrambi possono riguardare aspetti che richiedono un miglioramento, ci sono differenze importanti nella loro formulazione e nell’obiettivo.

  • Il feedback negativo enfatizza ciò che è stato fatto male o in modo insoddisfacente. Questo tipo di feedback spesso può essere vago e concentrarsi sul problema senza offrire soluzioni o suggerimenti costruttivi;
  • Il feedback costruttivo, d’altra parte, è orientato al miglioramento. Si concentra non solo su ciò che può essere migliorato, ma anche su come farlo. Fornisce dettagli specifici, offre suggerimenti pratici e sostiene la crescita e lo sviluppo. 

Quando si fornisce un feedback – ci teniamo a ricordarlo – l’obiettivo dovrebbe sempre essere quello di contribuire alla crescita e allo sviluppo della persona o del team interessato.

Un feedback costruttivo è dunque preferibile, perché favorisce la creazione di un ambiente in cui le persone si sentono supportate e incoraggiate a svilupparsi. Anche quando si affrontano questioni problematiche, un approccio costruttivo può aiutare a mantenere uno spirito positivo e a concentrarsi sulle azioni da intraprendere per migliorare le cose.

Qual è il ruolo del dipartimento HR nel promuovere una cultura del feedback?

Nel complesso, i professionisti delle risorse umane agiscono da catalizzatori culturali, creando le condizioni necessarie per una cultura del feedback prospera, in cui l’apprendimento continuo e lo sviluppo personale sono prioritari. Agiscono quindi da facilitatori e promotori di pratiche che incoraggiano la comunicazione aperta e costruttiva tra i membri del team. 

Inoltre, i professionisti HR svolgono un ruolo chiave nell’istruire e formare i dirigenti e i dipendenti sull’importanza del feedback costruttivo. Organizzano sessioni di formazione che insegnano competenze di comunicazione, ascolto attivo e una cultura del feedback efficace. Gli HR possono anche sostenere lo sviluppo di leader in grado di guidare discussioni aperte, incoraggiare il dialogo e affrontare le sfide in modo costruttivo.

Oltre a ciò, gli HR sono spesso coinvolti nella progettazione e nell’implementazione di sistemi che agevolano la raccolta e la gestione del feedback, rendendo il processo più accessibile e efficiente per tutti i membri dell’organizzazione.

Abbracciare e diffondere la cultura del feedback in 5 passi.

Promuovere la cultura del feedback all’interno di un’azienda è fondamentale per favorire lo sviluppo individuale, migliorare le performance e costruire un ambiente di lavoro positivo. Sì, ma come farlo concretamente? Di seguito proponiamo alcuni passaggi chiave:

  1. Incoraggiare i leader a seguire la cultura del feedback. I leader svolgono un ruolo importante nel plasmare la cultura aziendale. Di conseguenza, quando i dipendenti riconoscono nei loro responsabili un modello da seguire è più probabile che emulino il loro comportamento;
  2. Sensibilizzare e formare ogni persona in azienda. Offrire sessioni di formazione sui principi fondamentali del feedback costruttivo è essenziale. Gli insegnamenti dovrebbero includere l’arte di ascoltare, formulare feedback specifici, positivi e orientati al miglioramento, evitando giudizi personali;
  3. Rendere il feedback una pratica regolare. Il feedback dovrebbe essere un processo continuo, non relegato a un evento sporadico. Per questo crediamo sia importante prevedere periodicamente brevi sessioni di feedback informale tra i membri del team, incoraggiando una comunicazione costante;
  4. Utilizzare tecnologie e strumenti adeguati. Implementare strumenti e piattaforme che facilitino la raccolta, la gestione e la distribuzione del feedback. Le soluzioni digitali possono semplificare il processo, consentendo anche la tracciabilità nel tempo per monitorare i progressi;
  5. Riconoscere e premiare il feedback costruttivo. Valorizzare e riconoscere chi fornisce feedback costruttivo può incentivare gli altri a fare lo stesso. Creare un sistema di ricompense o riconoscimenti può motivare i dipendenti a contribuire attivamente alla cultura del feedback.

Come abbiamo visto, la cultura del feedback va oltre la semplice identificazione delle cose che non funzionano sul posto di lavoro; essa abbraccia la filosofia che ogni momento, ogni successo o difficoltà, può diventare occasione di apprendimento

Nel tessuto di un’organizzazione orientata al feedback, la capacità di accogliere critiche costruttive e di fornire contributi significativi diventa quindi una competenza da rispettare e coltivare.

Questo approccio non solo incide positivamente sulla produttività e sull’efficacia organizzativa, ma permea anche i valori e la cultura aziendale, trasformando il feedback da semplice strumento di valutazione a veicolo di crescita, innovazione e resilienza.


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