Contratto di lavoro: quanti tipi ci sono e come sceglierlo

Contratti di lavoro

L’attività lavorativa è parte integrante della vita di ogni persona e la sua regolarizzazione avviene mediante la stipula del contratto di lavoro

Cominciamo presentando l’argomento del contratto di lavoro, proiettandoci poi sulle specifiche tipologie e, infine, le rispettive peculiarità che le contraddistinguono. 

Il mondo del lavoro si è però evoluto e con esso le forme contrattuali previste e le possibili soluzioni per le aziende e per i professionisti. In un contesto così frammentato, fare chiarezza è sicuramente importante. Al termine della lettura di questo breve contenuto avrai sicuramente maggiore consapevolezza su quanti tipi di contratto ci siano e spunti validi per decidere quale possa essere il più vantaggioso per la tua realtà.

Cosa si intende per contratto di lavoro?

Il contratto di lavoro determina e regola le prestazioni fornite dal lavoratore per il datore di lavoro e viceversa. Ma – prima di tutto – definiamolo: il contratto di lavoro, nel diritto del lavoro italiano, si configura come un contratto di prestazioni corrispettive e coinvolge due parti: un datore di lavoro, che può essere persona fisica, giuridica o ente dotato di soggettività, e un lavoratore. Il primo è obbligato a corrispondere una retribuzione, il secondo una prestazione di lavoro.

In caso di assenza di contratto scritto?

In assenza del contratto scritto, il rapporto di lavoro non è nullo, ma non è possibile provare l’esistenza delle clausole, come il patto di prova o il termine. Come dicevamo, per legge non è obbligatorio stipulare un contratto di lavoro in forma scritta (ex art.1350 c.c.), quindi inserire un lavoratore affidandoci all’oralità può essere rischioso.

Nella praticità, si potrebbe verificare l’assenza del lavoratore (dipendente o autonomo) dal ruolo ricoperto senza alcun dovere nei confronti dell’azienda. Una situazione che potrebbe avere un forte impatto sui flussi di lavoro e soddisfazione del cliente finale.

Da ciò deduciamo l’importanza di avere un contratto di lavoro scritto. Una volta stipulato l’accordo, l’avvio del rapporto di lavoro deve essere comunicato ai servizi per l’impiego della propria regione, almeno 24 ore prima dell’inizio dell’attività, attraverso il modello Co Unilav. 

Se si ha urgenza di effettuare un’assunzione immediata, è possibile inviare, anche tramite fax, il modello Uniurg. Si tratta di un modello Unilav semplificato che bisogna però integrare con il modello Unilav entro 5 giorni.

Da queste specificazioni, deduciamo chiaramente come la legge vada incontro al datore di lavoro e al lavoratore fornendogli più strumenti per regolarizzare il contratto di lavoro.

Quanti tipi di contratti di lavoro esistono e quali sono le differenze

Chiedersi quanti tipi di contratti di lavoro siano previsti in Italia è una prassi diffusa; esponiamoli brevemente. 

Le principali formule lavorative in Italia sono:

  • Contratto a tempo indeterminato (CTI); la cui variabile è l’assenza di un vincolo temporale e prevede il licenziamento per giusta causa disciplinare o motivi economici.
  • Contratto a tutele crescenti; la cui variabile non è la durata ma concerne la tutela nel momento del licenziamento, in quanto si perde l’obbligo di reintegro in azienda per licenziamento illegittimo a fronte di un indennizzo nei confronti del lavoratore.
  • Contratto co.co.co; tipologia a metà tra il lavoro dipendente e quello autonomo, nella quale il lavoratore dispone dei vincoli di autonomia (sceglie le modalità di svolgimento della sua attività) e di continuità (presso l’azienda cliente).
  • Contratto di somministrazione a tempo indeterminato o determinato; accordo che presuppone la presenza di un intermediario accreditato (Agenzia per il Lavoro) che si occupa della formazione e dell’inserimento della risorsa per conto dell’azienda richiedente. 
  • Contratto a tempo determinato (CTD): è un contratto di lavoro con una scadenza, determinata preventivamente, che indica la fine del rapporto. In base alla vigente normativa, ha una durata massima di 24 mesi. 
  • Apprendistato: è un contratto rivolto prevalentemente al mercato del lavoro giovanile. A contraddistinguerlo, il valore fortemente formativo che si imprime all’esperienza.
  • Staff leasing: la risorsa è assunta da un’agenzia interinale, e inviato all’azienda per coprire la posizione precedentemente concordata. Si tratta di un’opzione valida per l’azienda, o ente, che sceglie di beneficiarne, per il risparmio in materia di tempo e denaro che garantisce.

Quali sono i contratti di lavoro più interessanti per il datore di lavoro?

Ogni tipologia contrattuale presuppone vantaggi e svantaggi. Corretto è affermare che la forma indeterminata garantisca maggior vantaggi rispetto al contratto a termine, principalmente per la deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP – non è ammessa nella forma determinata –. 

Altra prospettiva per la somministrazione di lavoro che facilita l’attività dell’imprenditore, il quale è liberato dagli oneri burocratici, dispone di maggior flessibilità operativa e può accedere a personale specializzato. 

Riportiamo – per conoscenza – anche la modalità di contratto di appalto: un soggetto (detto appaltatore) si assume il compito di eseguire un’opera o di svolgere un servizio in favore di un altro soggetto beneficiario (detto committente) dietro un compenso in denaro. La caratteristica propria dell’appalto sta nel fatto che l’appaltatore si assume questo compito gestendo in proprio l’organizzazione dei mezzi necessari per l’esecuzione del lavoro. Funziona bene alcuni settori, tra cui l’edilizia!

Tirocini: si tratta di contratti di lavoro?

Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo sugli stage in azienda, ma ti anticipiamo che – nonostante spesso si pensi in contrario – lo stage non risponde alle dinamiche di un contratto, perché si tratta di un periodo di formazione e inserimento in azienda. 

Il fatto che lo stagista percepisca un’indennità non deve fuorviare: non è uno stipendio, ha il carattere di rimborso delle spese che il tirocinante deve sostenere per recarsi al lavoro e sostentarsi. Questo vale sia per il tirocinio estivo che per il tirocinio formativo, ovviamente! 

Dunque, le possibilità sono numerose e variegate, il nostro consiglio è di rivolgersi sempre a esperti in materia, indipendentemente che si tratti di Agenzie per il Lavoro o Consulenti del Lavoro. 

Noi di Jobtech siamo a tua completa disposizione, contattaci per avere maggiori informazioni: potremo approfondire una specifica modalità contrattuale, oppure raccontarti le altre forme di contratto che proponiamo: a proposito, hai mai sentito parlare di somministrazione di lavoro?

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